Foto scelte da dFP:

La fotocamera in regalo, riflessioni

Natale è appena passato e sicuramente c’è chi, tra altri regali, ha ricevuto una fotocamera o come unico regalo ha chiesto una reflex, magari da chi in passato ha usato una compatta o non ha mai fotografato in vita sua.

Chi proviene da una reflex a pellicola, in molti casi avrà già un parco ottico, una conoscenza generale della fotografia, di cosa sia una composizione….

Chi invece si è appena avvicinato alla fotografia, cosa fare? Ci si ritrova tra le mani un oggetto più o meno pesante e sicuramente molto costoso. Si comincerà a scattare a qualunque cosa ci circonda, provando il flash, zoom, la raffica…. Poi dopo qualche giorno di euforia in moltissimi casi la reflex finirà in un armadio, in attesa che le vacanze o le ferie giungano presto.

In pochi casi invece si ha già frequentato o si frequenta un forum, dove abbiamo attinto informazioni riguardo quale reflex acquistare, marca, modello, se prenderla in kit e quindi con il suo obiettivo standard in dotazione oppure associare un’altra ottica più “tuttofare”.

In moltissimi casi l’acquisto della prima reflex è frutto di un processo di assimilazione, almeno per quanto riguarda il marchio.
Personalmente quando comprai la mia prima reflex digitale avevo due reflex a pellicola Canon e così scelsi quella marca. Chi aveva in famiglia qualcuno con Nikon avrebbe acquistato Nikon. Chi è legato alle Olympus, chi alle Minolta (ora Sony). La marca non ha assolutamente valore in questo caso. Abbiamo in mano la nostra prima reflex e desideriamo ardentemente diventare fotografi come Ansel Adams, Robert Capa o Berengo o ancora bravi come quelli che fanno i calendari Pirelli o quelli di cui si sente tanto parlare alla televisione durante i telegiornali.

Quanto sopra sarebbe già un passo avanti: in molti comprano una reflex perché ormai darsi del “fotografo” è facile. Col digitale chiunque può comprarsi o farsi regalare una reflex e darci dentro con fotografie che non hanno alcun senso e significato ma giusto per poter postare su un forum o un blog: “guarda questa l’ho fatta con la nuova Canikon Super 18 multiplastimegapixel”.
Un tempo, quando il digitale non c’era, allora sì che chi fotografava era un vero appassionato: perché la pellicola costava (e costa), lo sviluppo e la stampa costava (e costa) e poi diciamolo, era uno sbattimento; e attento al rullino, e porta il rullino, e tieni da parte i negativi perché la zia vuole la copia della foto del nipotino e che magari quando uscivi dal negozio ti ritrovavi 20 fotografie tutte mosse.

Un tempo chi fotografava si poteva dividere in 3 categorie:
-Chi fotografava per mestiere.
-Chi teneva la reflex nell’armadio fino ai compleanni, cresime, cerimonie, feste, ferie, vacanze al mare e usava i rullini che il laboratorio regalava ad ogni sviluppo e stampa.
-Chi fotografava per passione, che andava in giro con la sua piccola reflex  anche quando non era in ferie e teneva i rullini in bianco e nero più preziosi in frigorifero accanto alle melanzane.

Oggi tutti possono avere una reflex e cominciare a far foto praticamente a costo zero (se non contiamo il costo iniziale della reflex stessa). Il problema è che con la mentalità attuale, ci si monta la testa troppo presto, e quando sia la mamma che la moglie e la cugina guardando una banalissima foto di un fiore presa con un 35mm a 2 metri di distanza esclamano: “che bellaaaa”,
subito ci si crede fotografi. I problemi vengono dopo, quando ci si confronta con chi di fotografia ne capisce, non tanto perché è un genio, ma solo perché ha più esperienza, ha visto decine di migliaia di fotografie e ne ha scattate migliaia, si è confrontato, ha pubblicato, ha scritto di fotografia e magari ha anche realmente un “occhio particolare” che rende ogni sua foto un qualcosa in più.
Cosa fare quindi per sfruttare veramente la reflex che si ha tra le mani?

1. imparare a memoria il manuale di istruzioni.
Le reflex di oggi sono complessissime. Un tempo avevi una ghiera dei diaframmi e una dei tempi. Se guardando dentro al mirino la stanghetta era nel cerchietto, allora potevi fare click.
Finito. Facilissimo.
Oggi ogni reflex di ogni marca è un concentrato di funzioni inutili che creano in moltissimi casi solo confusione e nel restante dei casi rimangono inutilizzate. Ma, come sanno i produttori, fanno vendere perché così come chi ha il SUV più grosso è figo (o si crede tale per compensare altre piccolezze), così chi ha la reflex di ultimissimo modello con tanto di sistema antipioggia (un pulsante che fa cambiare realmente il tempo metereologico) si sente più fotografo di quello che ha la reflex digitale di prima generazione. (ma la cosa triste è che in molti ci credono anche…)
Quindi, tornando ai consigli, imparare a memoria il manuale di istruzioni è fondamentale. Permette di essere più veloci, di non perdere tempo a cercare funzioni particolari che magari in quella tal occasione tornava comoda. Dovete sapere usare la vostra fotocamera perfettamente anche ad occhi chiusi.

2. ponetevi domande: cosa fotografo e soprattutto, perché?
Potete fare migliaia di fotografie senza che ce ne sia una sola interessante.  Nella fotografia, oltre alla fotocamera serve un’altra cosa indispensabile: qualcosa da dire, da mostrare.

3. Leggete.
Non certo la gazzetta dello sport. Quello è un giornale per chi vive solo di calcio e con l’unico scopo di farvi venire le dita nere di petrolio. Leggete, ma soprattutto guardate, libri di fotografie.
Ce ne sono decine di centinaia in commercio, moltissimi dei quali tutti uguali. Andate nelle librerie della vostra città e sfogliateli, leggetene delle parti prima di acquistarli. Non esiste “Il Libro” che vi darà tutte le risposte che cercate, ogni libro vi darà un suggerimento, sta a voi coglierlo e unirli per creare un bagaglio culturale e tecnico che vi permette di migliorare il vostro modo di fotografare.

4. Andate alle mostre di fotografia.
Ma andateci veramente. Anche se il biglietto di ingresso vi costa come una pizza, anche se sembra una roba da sfigati. Fa bene alla mente e alla fantasia osservare e studiare le fotografie di chi è arrivato al punto da poter esporre i propri scatti in una mostra o museo.
Cercate di capire cosa vi colpisce, positivamente o negativamente. Domandatevi il perché una foto vi piace o al contrario non vi dice nulla. Se non vi dice nulla è perché non esprime nulla o perché non riuscite a cogliere cosa sia quel nulla che a voi appare? E se non esprime nulla, non è che era proprio quello l’intento del fotografo che quindi è riuscito pienamente?

5. Le riviste.
Un tempo acquistavo praticamente ogni rivista di fotografia che c’era in commercio. Ora acquisto solo ed esclusivamente Zoom.
Le riviste sono sostanzialmente tutte uguali: fanno i soliti test inutili che si possono trovare tranquillamente anche su internet e gratuitamente. Contengono un sacco di pubblicità…
Zoom invece è una rivista che contiene solo ed esclusivamente fotografie e interviste ai fotografi delle opere che compaiono all’interno. Si possono scoprire autori molto interessanti.
Se proprio non potete farne a meno, compratele, male non fanno. di “Tutti Fotografi” mi piaceva il modo in cui un redattore se non ricordo male, commentava delle foto a tema dei lettori. Molto diretto, veritiero e senza peli sulla lingua.

6. non copiate
Molti commettono l’errore di fare propria una tecnica che caratterizza un fotografo: ammiro i ritratti di Andrzej Dragan e dico: “che meraviglia, voglio fotografare come lui!”
No! Quello è il Suo modo di fotografare, tu ti limiteresti a copiare (male) l’opera di un altro
e ti assicuro che col tempo ti stuferai. Il concetto di crearsi un proprio stile, è estremamente complesso. Non esiste il porsi la domanda: “che stile mi invento?”. Lo stile è una cosa che viene col tempo, non si improvvisa, non si inventa: lo si costruisce. Quando le persone, vedendo una fotografia, riusciranno a capire senza sapere l’autore che quella foto l’hai fatta tu, allora ti sarai creato uno stile senza rendertene conto. Ci voglio anni e anni.

7. siate umili
Fate vedere le vostre fotografie a chi ne capisce di più. Iscrivetevi a forum come diFotoParlate
o ad altri forum in cui si parla di fotografia e non di macchine fotografiche. Se avete comprato una Nikon o un Canon, non chiudetevi nel mondo dei club dei Canonisti o dei Nikonisti perché vi chiudereste in un mondo ottuso e ignorante di ciò che c’è al di fuori: del fatto che non è la marca della reflex che fa il fotografo. Rendetevi quindi disponibili al dialogo, alla discussione, con la certezza di trovare qualcuno che ricoprirà di commenti negativi la vostra fotografia, che non l’apprezzerà e qualcun altro più maleducato vi ridicolizzerà con battute ironiche della serie: “anche mia nonna poteva scattarla”. Siate umili e accogliete ogni tipo di commento, cercando di assorbire ogni parola per capire cosa (se c’é) non va nella vostra fotografia.

8. datevi obiettivi
In moltissimi casi ci si ritrova a fotografare ovunque e di tutto. Datevi degli obiettivi, degli scopi, dei temi: realizzate un progetto vostro, che vi piace: se vi piacciono i portoni delle case, quelli fatti di legno, cominciate a fotografarli, andate in giro per la vostra città con l’unico scopo di fotografare i portoni delle case. Inventatevi un progetto ma ricordate di portarlo avanti.

9. non abbiate paura
La reflex, così come ogni fotocamera, è un oggetto e come tale va usato.
Non preoccupatevi per il fatto che si possa graffiare o rovinare. Usatela. E’ come quando comprate l’auto nuova. La trattate con tutta la delicatezza del mondo, poi andate al supermercato e qualcuno vi ha “gentilmente” segnato la vostra portiera spalancando la sua.
La fotocamera è fatta per essere usata. Non abbiate paura di usarla se piove, finché non diluvia in maniera incredibile non succede nulla, se c’è polvere, cercate di limitare il cambio delle ottiche e magari montate un bel filtro UV davanti per proteggere la lente frontale. Se volete fare un po’ di fotografia di strada tenendo la fotocamera nella custodia, potete anche tornare a casa. La fotografia di strada si fa con la fotocamera al collo o in mano pronti allo scatto.
Non vergognatevi di avere una reflex al collo, nel 95% percento dei casi nessuno vi noterà. Se andate a Londra in questi periodi invece, lasciate la reflex a casa.

10. poco è meglio
Poco è meglio in moltissime circostanze: non esagerate con l’attrezzatura e ficcatevi in testa che non è la reflex o l’obiettivo di serie lusso a fare la foto migliore. Non portatevi dietro tutta la vostra attrezzatura ad ogni uscita fotografica: portatevi solo il necessario, per ovviare allo zoom lasciato a casa, usate i vostri piedi ed avvicinatevi al soggetto.

11. pensate
E’ una cosa che molti pochi fanno ormai, convinti che scattando 100 foto dello stesso soggetto, una foto buona verrà fuori. Se anziché scattare 100 foto in un minuto, vi fermate un minuto a pensare guardando nel mirino il soggetto, la luce, la composizione e scattate 1 sola foto, avrete più soddisfazione. Ricordatevi che un cecchino è molto più pericoloso di uno con la mitragliatrice. Quindi fermatevi, pensate e dopo eventualmente scattate.

12. siate voi i primi giudici
Se volete mostrare le vostre foto al pubblico, mostrate solo le fotografie migliori. Non esiste e non deve esistere il mostrare una foto mossa e dire: “eh volevo vedere te fare quella foto dalla bici in movimento”. Frena e scendi! O non postare la fotografia! Se una foto poteva essere migliore e ve ne siete accorti, non postatela, non pubblicatela. Cestinatela e basta!. Usatela come esempio per correggervi in futuro! Come diceva Oscar Wilde, “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio!” Quindi le foto mosse, brutte, inutili, superflue, tenetevele per voi.

Buona Luce.