15 Dec
Holga, un mondo di plastica?

Lomo Holga 120CFN
Forse ne hanno sentito parlare tutti, ma sono pochi quelli che le utilizzano e i professionisti che ne fanno un uso abituale forse si contano sulle dita di una mano.
Sto parlando delle Holga, le macchine fotografiche dette anche Toy Camera (fotocamera giocattolo, che di giocattolo non ne ha il prezzo) prodotte in economia per il mercato cinese ed esportate ovunque.
La Holga classica, è un medioformato a pellicola, con una singola lente fissa (in plastica a parte alcuni modelli) da 60mm e due aperture: “Sole” (f/11) e “Nuvoloso” (f/8). La messa a fuoco è spannometrica: occorre ruotare l’ottica facendo combaciare la tacca con la distanza indicata: 1m, 2m, 6m, 10m a infinito. La lente di plastica “regala” bellissime vignettature, aberrazioni cromatiche, sfuocature….
Il tasto di scatto è indipendente dal caricamento della pellicola, quindi è possibile fare esposizioni multiple anche involontariamente (quando si dimentica di caricare la pellicola) e tramite apposito tastino è possibile scattare in modalità Blub.
La fotocamera è interamente costruita in plastica, non ha alcun tipo di guarnizioni o spugne per evitare che la luce penetri nel corpo con varie velature e sbaffi nella pellicola, tanto che viene venduta con del nastro isolante nero da mettere attorno al vano pellicola per evitare le infiltrazioni di luce.
Il modello che si trova in commercio ora, la Holga 120CFN è dotata di flash, un flash ovviamente poco potente, ma è colorato e di 4 colori: il giallo, il rosso, blu e ovviamente il classico lampo bianco che tutti si aspettano. Per selezionare il colore è sufficiente ruotare l’apposita ghiera posta in cima alla fotocamera.
Ha 2 pile stilo (le classiche AA) ma servono solo per alimentare il flash, quindi se si scaricano o non si vuole usare il flash, si può scattare comunque. Ma occorre ricordarsi di fissare bene le pile
negli appositi alloggiamenti altrimenti al primo colpo cominceranno a vagare all’interno della Holga.
La Holga attualmente viene venduta a 65€ in una scatola che contiene, oltre la fotocamera una cinghietta portacamera, il manuale d’uso, del nastro adesivo nero, un rullino 120, il telaietto 6×6 per sostituire quello standard rettangolare 6×4,5 e il libro “World through a Plastic Lens” che contiene davvero tanti spunti e modifiche per la Holga.

Sul Ticino con la mia Holga
Ora, considerando che: la fotocamera è un costoso giocattolo, l’ottica è pessima, la luminosità molto scarsa (consigliati 400ISO per foto in esterno e almeno 800 per interni), la definizione
quasi inesistente, l’evidente vignettatura, le infiltrazioni di luce nel corpo, la messa a fuoco imprecisa, le pile che vanno fissate perché altrimenti escono dalle proprie sedi, il rischio di
esporre più volte la pellicola, la scarsa autonomia (con una pellicola 120 e telaio 6×6 inserito, si possono fare 12 fotografie) che senso ha averla?
Credo che per dare un senso al suo possesso occorra fare prima una piccola premessa:
Chi è appassionato di fotografia, spesso si ritrova a parlare di definizione, di nitidezza e dettaglio. Valutiamo le fotocamere in base
alle loro caratteristiche tecnologiche, alla loro velocità, precisione, comodità d’uso e numero dei megapixel se si tratta di digitali.
Ci troviamo quindi tra le mani dei prodotti finiti che per funzionare a dovere e regalare fotografie interessanti necessitano solo dello studio del manuale della fotocamera e di basilari regole di composizione da parte del possessore. Con questo tipo di fotocamere, è difficile sperimentare nel vero senso della parola. Moltissime delle reflex digitali in vendita non consentono nemmeno l’esposizione multipla.
Molti sostengono che nel mondo del digitale, la vera sperimentazione si fa solo in Camera Chiara ovvero con l’uso di Software per l’elaborazione digitale delle fotografie come il celeberrimo Photoshop o Gimp.
Ritengo però sia difficile ottenere risultati interessanti se alla sperimentazione ci si avvicina solo in modo casuale, ovvero provando a caso impostazioni, filtri e regolazioni dei software osservando cosa accade in attesa di un risultato interessante.
Trovo che la Holga permetta di avvicinarsi alla sperimentazione fotografica direttamente dalla fotocamera. E’ una fotocamera di plastica, che si può smontare, adattare, modificare a proprio gusto e piacimento. Al posto della pellicola 120 è possibile con banali modifiche inserire un normale rullino 35mm ed esporlo fino alla dentellatura:
I filtri colorati del flash consentono sperimentazioni interessanti sui colori, così come le esposizioni multiple.
In questa fotografia, ho usato il flash della Holga per fare 3 lampi (uno blu, uno giallo e uno rosso) mentre la mia reflex era in modalità bulb:

Fumo incenso e flash Holga
La Holga è ideale, grazie alla sua lente in plastica, per lo studio dei colori forti, delle dominanti, dello sviluppo di pellicola in cross-process, ovvero sviluppare la pellicola diapositiva (E6) con gli acidi per la negativa (C41) che donano alle foto colori estremamente saturi e piuttosto acidi e ottime se usate con pellicole scadute.
Le fotografie che la Holga regala sono sempre imprevedibili, dai contorni poco definiti, quasi eteree per certi versi, ottima per lo street e il ritratto diverso dal solito.
Molti non hanno idea di cosa siano i “fantasmi”, ovvero quegli sbaffi luminosi nelle fotografie quando la luce filtra nel corpo macchina. Con la Holga si possono avere o eliminare usando il nastro isolante nero per bloccare le infiltrazioni di luce. 65 euro per una fotocamera del genere possono sembrare tanti, ma su ebay si possono trovare a cifre per ogni gusto….
E’ possibile quindi che i suoi punti di forza siano proprio le sue debolezze? Assolutamente sì. I suoi difetti sono ricercati da chi cerca una “fotografia diversa” fuori dagli schemi comuni, ideale per persone a cui piace giocare, sperimentare, modificare e personalizzare fisicamente la propria fotocamera. Assolutamente sconsigliata a chi ama velocità, precisione, certezza del risultato.
Le Holga, come molte altre fotocamere insolite (come le Action Sampler che fanno 4 foto in una usando 4 ottiche diverse o la Holga in formato 35mm) sono in vendita da:
Lomographic Society Italia
c/o Uki Yo s.r.l.
Via Marsala 29
21013 Gallarate (VA)
tel +39 0331 701234
fax +39 0331 777568
e naturalmente sul loro sito internet: http://www.lomoshop.it/













Posted by M J on 15.12.09 at 08:42
Per me il grande vantaggio nell’usare una holga è un altro: nelle sue enormi limitazioni, mi costringe a usare la mia creatività. Sappiamo bene come quando le possibilità sono infinite ci troviamo spiazzati, mentre quando siamo alle strette, è allora che esce il meglio di noi. Ecco, la holga mette alle strette. Sarà un caso che con la holga butto circa due foto su dieci, mentre con la digitale la percentuale è invertita?
Ps: 65 euro sono un’enormità, è un prezzo gonfiato dal fatto che in questi mesi sta diventando un oggetto di moda. Si trova online la versione base anche a 20 euro.